Blog aperto- venerdì 11 novembre 2011-

Il cantastorie era colui che andava in giro a cantare “storie” per paesi e città, attività già nota dalla metà dell’800, egli di solito si fermava in una piazza, all’angolo di una strada, in un mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare. Un po' come facciamo noi in rete, esibiamo i post e gira e rigira la voglia di raccontare viene fuori. Da piccola sognavo di fare la cantastorie,ero affascinata da questa figura e le loro storie che tanto bene raccontavano.
Blogspot ha realizato in parte questa mia fantasia di bambina, ma a quando vedo e leggo, la figura del cantastorie è solo cambiata, si è trasformata e qui in rete chi in un modo e chi in un altro, un po' tutti " cantiamo le nostre storie" Natale si accosta, con lui i ricordi e i volti amati ritornano e con loro un po' del nostro passato. Nell'attesa del Santo Natale ricorderemo e ci racconteremo. Questi racconti che ho radunato e messi insieme ve li dono con l'augurio di un Santo Natale! Perchè noi bloggers, siamo i moderni cantastorie.


venerdì 23 dicembre 2011

Concettina


Martedì 8 dicembre 2009

Questo giorno è per te.


Cara amica, ogni anno di questi tempi, ti scrivo, non posso fare altro, ho sempre la speranza che attraverso internet possa arrivare a te, o a qualcuno che ti conosce. Sono anni che allo scadere del S. Natale su questo piccolo spazio sempre c'è un post dedicato a te.  Non dispero di
rivederti , anche perchè son sicura che questo messaggio che mando nell'etere, prima o poi qualcuno che sta più in alto...lo leggerà e forse farà Lui qualcosa. 



Il 23 dicembre si andava a casa per le vacanze natalizie.

Il primo Natale che andai  casa per
le vacanze mia madre tardava e cosi usci per ultima.
Cominciai a piangere e  tu amica mia mi consolavi e mi rassicuravi..vedrai che tra poco suonerà il campanello, ti chiameranno e andrai a casa. 

Ti guardai e  capi che tu saresti rimasta in collegio, eri sola, non avevi nessuno la tua casa era il collegio e  ti chiesi"  Concettina, quando noi non ci siamo, tu con chi stai e con chi mangi"? Il refettorio quando noi ragazze andavamo tutte vie veniva chiuso.
Tu,  con lo sguardo perso nel vuoto mi dicesti.. " Mangio con le suore" che stupida domanda fu la mia e pensare che avresti anche dormito da sola in quella enorme e fredda camerata. 

Concettina nacque durante la guerra da madre italiana e da padre africano, fu abbandonata all'ospedale. Ancora neonata  fu affidata al nostro istituto, due suore in particolare si presero cura di lei, suor Ausilia e suor Raffaella, e guai se qualcuno la toccava, per loro Concettina era come una figlia.
Avevi un cuore grande eri amata da tutte le ragazze, per tutte avevi una parola buona, ma eri molto silenziosa. L'unica cosa che a distanza di anni mi fa male e che ti chiamavamo -Concettina a nera- per il colore della tua pelle,  una cosa è certa, che non era per cattiveria, per noi era normale chiamarti cosi...come si è stupidi da piccoli.Solo adesso so e capisco quanto ti abbia ferito essere chiamata così.

Gli anni passavano e noi crescevamo, imparai a volerti bene, in te trovai quasi la protezione di una madre. Eri più grande di me forse di tre anni? Ogni volta che avevo bisogno di aiuto correvo da te e tu c'eri sempre. Sempre pronta ad aiutarmi nelle mie marachelle, che sapevi anche coprire, per evitarmi un castigo da parte delle suore.
Imparai a leggere  l'orologio grazie a te.
 Noi ragazze eravamo anche addette alla pulizia dell'istituto. Ogni mese le suore ci chiamavano e ci mettevano al corrente di quello che doveva essere il nostro compito per un mese. 
Un mese  fu affidata a tutti e due il compito di lavare i piatti del mezzogiorno e della sera --100 piatti più le pentole, queste ultime erano più grandi di noi... lavare, asciugare e rimettere a posto i cento piatti sul grande carrello del refettorio, per essere pronti per la cena e viceversa
Questo era il compito più brutto, brutto perché veniva svolto nell'ora della ricreazione..io che ero sempre impaziente di andare a giocare ti chiedevo continuamente Concettina, ce la facciamo a giocare un poco? 
Tu, guardavi l'orologio, scuotevi la testa e con serietà dicevi no... visto che tu guardavi sempre l'orologio, stà cosa mi intrigò e cosi ti chiesi di insegnarmi a guardare l'orario. Finalmente numeri e lancette dell'orologio alla fine del mese non furono più un mistero per
me...Grazie anche di questo.
Un Natale prima di andare in vacanza ti salutai come sempre ogni volta che andavo via ti facevo  una promessa " Concettina,ti giuro che quando sarò grande e mi sposerò verrò a prenderti e tu starai per sempre con me". 
Promessa che ripetevo spesso,quando ti vedevo triste- tu accennavi con la testa un si...solo una volta mi dicesti " tu, ti dimenticherai di me" No, Concettina non mi sono dimenticata di te, MAI?

Dopo un anno sposata sono venuta in collegio ma tu non c'eri. Suor Valeria mi disse che la direttrice dell'istituto ti aveva messa a servizio presso una famiglia di Napoli, ma tu scappasti da loro e nessuno ha saputo più niente di te. Hai fatto bene a scappare, hai tutta la mia approvazione...non si può passare la vita sempre da carcerate proprio tu che di male ne hai ricevuto ma non lo hai fatto... Anche io scappai dall'istituto e solo tu e Anna  conoscevate  il mio piano e mi aiutaste...anche di questo devo ringraziarti.


Cara Concettina, spero che questo sia l'anno buono e che mi arrivi una tua risposta... sono più che convinta che adesso anche tu hai una bella famiglia tutta tua, e che sei felice. Lo spero tanto!

Buon Natale! E buon Anno 


Concettina, ovunque ti trovi sappi, che il mio cuore è sempre accanto al tuo. Un bacione.
 Vola post, vola lontanooooo e arrivi a destinazione! 
Ho messo tante candele per dare luce alla tua storia e che possa questa luce ritrovarti.



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