Blog aperto- venerdì 11 novembre 2011-

Il cantastorie era colui che andava in giro a cantare “storie” per paesi e città, attività già nota dalla metà dell’800, egli di solito si fermava in una piazza, all’angolo di una strada, in un mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare. Un po' come facciamo noi in rete, esibiamo i post e gira e rigira la voglia di raccontare viene fuori. Da piccola sognavo di fare la cantastorie,ero affascinata da questa figura e le loro storie che tanto bene raccontavano.
Blogspot ha realizato in parte questa mia fantasia di bambina, ma a quando vedo e leggo, la figura del cantastorie è solo cambiata, si è trasformata e qui in rete chi in un modo e chi in un altro, un po' tutti " cantiamo le nostre storie" Natale si accosta, con lui i ricordi e i volti amati ritornano e con loro un po' del nostro passato. Nell'attesa del Santo Natale ricorderemo e ci racconteremo. Questi racconti che ho radunato e messi insieme ve li dono con l'augurio di un Santo Natale! Perchè noi bloggers, siamo i moderni cantastorie.


lunedì 9 gennaio 2012

rosy racconta

Come eravamo quanto compravamo col libretto.

A voi che andate nei centri commerciali e negli ipermercati sembrerà ridicolo ma io ricordo che quando ero bambina ogni famiglia povera si presentava dal salumiere o dal pizzicagnolo con un libretto. La magra spesa che il capo famiglia o un suo incaricato faceva e non poteva essere pagata subito, (non c’erano soldi), ma veniva registrata in duplice copia sul libretto, uno per ogni famiglia e uno per ciascun commerciante. Un paio di volte all’anno si faceva la somma e si pagava il debito accumulato. Se non si poteva pagare, spesso il negoziante smetteva di fornire merce ed erano guai: i commercianti, nonostante tutto, era una categoria potente e benestante.Stiamo purtroppo ritornando ai vecchi tempi, anche ai centri commerciali si fa la spesa e si paga alla fine del mese, invece del famoso libretto che io ricordo tanto bene, oggi, si usano le varie carte e tutte hanno un nome diverso,ma il risultato non cambia.
La miseria sta entrando di nuovo in ogni famiglia, e questo mi spaventa, per i giovani
Un popolo che dimentica il passato, non potrà mai sperare in un futuro migliore
Amato postino che sapeva vita, morte e miracoli di tutti, pochi sapevano leggere all'epoca e lui, di solito leggeva anche le lettere che consegnava..Che bella figura che era.

Paesi solitari dove ogni vita nasceva e cresceva tra vicoli e vicoletti anonimi i quali  rendevano anonima ogni vita. Ora so che invece nessuna vita è dimenticata e nè anonima..da loro siamo nati noi.


L'arrotino


Il gelataio, la gioia dei bambini e anche dei grandi. Non sempre era possibile comprarlo direi e senza ombra di dubbio che poche erano le volte che lo si poteva comprare.Il gelato era un superfluo che andava conquistato, facendo i bravi.
ma anche quando si era bravi c'era sempre qualche problema a comprarlo.
Lo spazzacamino.

La serenata.


Il ciabattino.
Il mio nonno materno era ciabattino, lo ricordo seduto sempre dietro a uno scannetto come questo nell'immagine. Era un uomo mite e di poche parole..ma aveva un solo difetto..ogni volta che lavorava e una puntina   detta in gergo  (semenzella) andava storta..bestemmiava tutto il calendario.


Le famiglie del mio paese, somigliavano molto a questa immagine. Donne che hanno lavorato accanto agli uomini zappando come i loro uomini, senza mai perdere la loro dignità e femminilità.



La sartina
Altro punto di incontro con il paese erano le sartine,anche loro come i postini, sapevano un po'  i fatti di tutto il paese.Inoltre,  era anche un buon partito e di solito si sposava col sarto del paese e poi vivevano per tutta la vita insieme in una stanza a cucire sempre.



E' sera.
Gli uomini di solito di sera andavano in cantina, le donne si riunivano per quattro chiacchere intorno all'antica TV... Tutti insieme vecchi, giovani e ragazzi e qui  intorno  al camino ho ascoltato racconti e fatti antichi vissuti da loro e dai loro genitori. Racconti  che custodisco da sempre nel mio cuore.Questo era per me il momento più bello, ascoltare le storie dei grandi,  per poi sognarle e fantasticare a letto in'attesa di Morfeo. 

(I ricordi sono come grappoli d'uva tra  chicchi maturi e dolcissimi si nasconde sempre il chicco acerbo. Tra bozze e post pubblicati  la bacheca mi dice che siamo  arrivati a 86 storie e 86 era il mio numero in collegio,  appiccicato, ovunque, quell'86. Ancora lo odio. Forse vivrò fino a 86 anni;))? Se così fosse mi accontento.

14 commenti:

tiziano ha detto...

Ciao Rosy questo post non poteva essere Più bello ti ringrazio di cuore per queste fotografie e questi tuoi racconti veritieri che mi hanno portato indietro di parecchi anni il
famoso libretto l'ò usato anchio,alla fine però chi stava bene era sempre il commerciante la merce la pagavi il doppio,
ciao buona giornata.
Tiziano.

riri ha detto...

Facciamo che vivrai fino a 86+ 20 anni:-) Cara le tue storie affascinano, le tue foto mi hanno fatto rinverdire i ricordi, ne ho tanti anch'io conservati, ma quella del libretto mi mancava, noi avevamo il salumiere che vendeva di tutto e paghavamo una volta alla settimana, a volte aspettava, ma eravamo in 8 ad essere sfamati e ci voleva un gran bene, la spesa la facevo io la sera, quando arrivava qualche fratello con un pò di soldi per dare un anticipo a don Mimì:-) così si chiamava..ahahah il figlio mi voleva sposare, ma a me non interessava;-) Baci

chicchina ha detto...

Hai fatto centro,ancora una volta con questa storia,Rosy.
Credo fosse un uso molto diffuso.Anche da noi era così.Quanto alla precisione dei conti,conviene sorvolare,si andava quasi "ad muzzum",lira più lira meno,chi poteva mai controllare?Belle le foto,in perfetta sintonia con il periodo e con i bisogni di
allora.
Che dici,lo posso riprendere per il mio libero scambio?
Un abbraccio.

Umberto scrittore ha detto...

Ciao Rosy condivido con gli altri quanto hanno scritto.
Anche io son tornato indietro nel tempo con questa tua bella storia vera!!
mia madre mi mandava sia la mattina presto che la sera con il libretto per prendere latte pasta e pane, per 11 figli + nonna e genitori... che ricordo stupendo!!
Ricordo molto bene quando poi dovevano pagare... nel libretto speso i conti non tornavano.
Considerando che mio padre lavorava alla stazione di Ozieri, la spesa più grossa da noi arrivava col treno. Era una carrozza piena di alimentari ed era una grande gioia per noi quando ci regalavano un pacchetto di biscotti.
Grazie Rosy per questa tua piccola e bella storia.
Ciao Umberto

Strega Bugiarda ha detto...

Che brividi.... di struggente nostalgia e di profumo di cose buone e seplici..come il pane appena sfornato.
Non so strovare parole speciali per il sentire dato da questo tuo scritto...
Grazie un sorriso.
Gingi

Gabriella ha detto...

Ho osservato le immagine ed ho letto questo post con molto piacere, amo ricordare i tempi passati e respirare la loro essenza.

Buona settimana Gabriella

gattonero ha detto...

Che meraviglia! "Un popolo che dimentica il passato, non può sperare in un futuro migliore": quanta attualità in questa frase. Ci si dimentica di quando si era poveri, la caramella o il gelato ogni tanto, il pollo o la fettina di torta nelle feste importanti; ci si dimentica di quando gli emigranti eravamo noi...; il "buongiorno" e la "buonasera" sono centellinati manco fossero oro (ma ci sono ancora paesini in cui il saluto si dà anche agli sconosciuti, e il brillìo degli occhi negli anziani è indice del gradimento per un dono gratuito, quindi sincero).
Descrizione stupenda, e le immagini sono un tuffo nel passato, quando il fumo del camino o il profumo della pece non erano inquinanti.
Grazie e un caro saluto.

rosy ha detto...

Grazie Tiziano per aver letto.
A presto!

rosy ha detto...

Riri, il tuo commento mi ha portato indietro...mia madre non pagava mai
Quante cose vissute e passate.
Al momento tutto era tragico ma ora ripensandoci quei limiti ci hanno aiutato ad andare avanti stringendo nelle mani i nostri sogni e credo che tanti sogni e desideri si sono avverati.
Un bacio ciao

rosy ha detto...

Chicchina le storie vere fanno sempre centro anche perchè l'epoca del libretto noi della nostra epoca lo abbiamo vissuto in maggioranza.

Un abbraccio a te.

rosy ha detto...

Umberto questo libretto ha la sua storia e ricordarlo gli facciamo onore a lui e ai nostri genitori che ne hanno fatto di sacrifici pur di dare a noi una vita migliore.

Un abbraccio ciao

rosy ha detto...

Ciao streghetta dai tuoi scritti si deduce chiaramente che a casa tua il libretto non è entrato.
Mi sbaglio:))?
Ti abbraccio, grazie del passaggio

rosy ha detto...

Raccontare il passato può aiutarci a capire il presente..Cara Gabriella, forse non abbiamo saputo difendere le nostre conquiste per lasciare ai giovani di oggi una buona eredità?? Non lo so certo è che mi metto sempre in discussione.
Un caro saluto.

rosy ha detto...

Ciao, gattonero. Grazie a te che ti sei fermato in questo spazio lasciando la tua traccia,
una traccia dove hai così ben evidenziato...il buongiorno e il buonasera, anche questo si è disperso ma difendiamolo.
Un caro saluto a te.

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