Blog aperto- venerdì 11 novembre 2011-

Il cantastorie era colui che andava in giro a cantare “storie” per paesi e città, attività già nota dalla metà dell’800, egli di solito si fermava in una piazza, all’angolo di una strada, in un mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare. Un po' come facciamo noi in rete, esibiamo i post e gira e rigira la voglia di raccontare viene fuori. Da piccola sognavo di fare la cantastorie,ero affascinata da questa figura e le loro storie che tanto bene raccontavano.
Blogspot ha realizato in parte questa mia fantasia di bambina, ma a quando vedo e leggo, la figura del cantastorie è solo cambiata, si è trasformata e qui in rete chi in un modo e chi in un altro, un po' tutti " cantiamo le nostre storie" Natale si accosta, con lui i ricordi e i volti amati ritornano e con loro un po' del nostro passato. Nell'attesa del Santo Natale ricorderemo e ci racconteremo. Questi racconti che ho radunato e messi insieme ve li dono con l'augurio di un Santo Natale! Perchè noi bloggers, siamo i moderni cantastorie.


lunedì 6 febbraio 2012

Teatrino napoletano.

 Vi presento Sandro lo trovi qui..

Ah, se il telefono del Mattino raccontasse! Chi crede negli oroscopi va a cercarseli subito, prima ancora di soffermarsi sui titoli del giornale. Essi sono il viatico per una giornata che si spera felice o almeno priva di grosse contrarietà.
Io agli oroscopi non credo...quando le previsioni sono funeste. Sono invece, come dire?, più..."aperto" mentalmente quando promettono influssi favorevoli e assicurano la possibilità di grossi guadagni.
Ed eccoci al telefono. Risposi io. Dall'altro capo una voce imperiosa prevaleva su un robusto vocio di fondo.
"Sono il rappresentante sindacale dei dipendenti (omissis), parlo in nome di più di quattrocento lavoratori.” (Quando pronunciano questa magica parola i sindacalisti sembrano riempirsi la bocca.)
"Beh, e allora?"
"Ho una protesta da fare."
"Un momento, prendo penna e carta per gli appunti. Mi dica."
"Vorrei sapere perché da più di quattro settimane quella che fa gli oroscopi quando parla della Bilancia fa riferimento soltanto ai nati nella seconda decade. E quelli che sono nati nella prima e nella terza decade che cosa sono, figli di puttana?"
Rimasi muto, allibito, e fissai con sguardo allucinato il mio collega seduto di fronte, che si preoccupò: "Che c'è, qualche disastro? Un delitto?"
Feci cenno di no con la testa mentre dall'altra parte si urlava: "Pronto! Pronto!"
Deglutii. "Volete...ripetere...per favore?"
E il "rappresentante" ripeté, papale papale, quello che mi aveva appena detto, aggiungendovi un altro pizzico d’imperio (che diamine, parlava in nome dei lavoratori!) e buona dose d’arroganza. Quasi minacciava lo sciopero! Riuscii a contenere la mia furia, anche se gli occhi mi si erano iniettati di sangue e le tempie mi pulsavano da impazzire. Raccolsi le mie scarse facoltà d’autocontrollo, portai alla giusta tensione le corde vocali e laconicamente assicurai: "Provvederemo".
Sembrerà incredibile. Il giorno successivo, senza che io avessi dato seguito alla cosa (e ci sarebbe mancato anche questo!) nel segno della Bilancia apparvero decisi riferimenti ai nati nella ...prima e terza decade.
Mi sarei preso a schiaffi. Non per altro ma soltanto perché nessuno avrebbe più tolto dalla testa di quel signore che la protesta è doverosa e obbligatoria quando gli oroscopi non tengono in alcun conto "i sacrosanti diritti dei LAVORATORI".

· * *



Venti anni fa un mio amico funzionario dello Stato, di salde origini contadine ma raffinatosi in città e, tutto sommato, un bell’uomo, riuscì ad ottenere, dopo mesi di logorante corteggiamento, l’agognato “sì” di una signora ad una cenetta intima, romantica, da tenersi in casa dello spasimante, con le sue ovvie conseguenze…
Aniello, tale era il nome del mio amico, essendo “single” aveva dovuto imparare a cucinare e per la grande occasione finalmente conquistata si dedicò ai fornelli con particolare impegno. Poi creò l’atmosfera, con musica soft e luci di vari colori mediante la sostituzione delle lampadine in due o tre lumi. Al momento di sedersi al piccolo desco queste furono addirittura spente e sostituite con delle romanticissime candele.
La signora, certamente perbene (ma del tipo: “Cielo, mio marito!), mostrò di gradire, essendo di sue proprie doti assai sentimentale e crepuscolare, e volle gratificare con un promettentissimo sorriso l’impacciato ed emozionato Aniello che si accingeva a servire in tavola attingendo dal vicino carrello.
La gentildonna sorrise di meno quando si vide mettere davanti una capace terrina con abbondante pasta e fagioli con le cotiche, non solo, ma le fu anche detto con ostentato orgoglio che a quella minestra avrebbe fatto seguito una deliziosa trippa con basilico e pomodoro.
La signora era autenticamente napoletana, e perciò conosceva il dialetto. Si trattenne per qualche minuto, con la faccia congestionata, poi non riuscendo più a contenersi scoppiò in una robusta risata che fece sobbalzare lo sconcertato cicisbeo, al quale, assai francamente, consigliò: “Anie’, ma quale cenetta romantica! Stuta ‘sti candele e appiccia ‘a luce:” (Spegni queste candele e accendi la luce)
Dovete conoscere Sandro e poi mi dite...

4 commenti:

rosy ha detto...

Il primo commento è il mio.
Caro Sandro, ci conosciamo virtualmente da tanto tempo.
Approdammo e restammo ancorati per un bel tempo sul nostro vecchio e caro diablogando. una bellissima piazza virtuale, piccola come una piazza di un paesino.
Ci conoscevamo tutti e fnichè è durata è stato davvero bello.

Poi diablogando chiuse e prendemmo tutti il volo verso altri lidi ma qui dentro ci si rincontra sempre.

Sandro è ex giornalista del Mattino di Napoli è scrittore.
Vale la pena di andarlo a trovare.

Un abbraccio caro Sandro
Rosy

Lina-solopoesie ha detto...

CARA ROSY .
Vero il blog e come una bellissima piazza virtuale . Anch'io come te stavo su DIABLOGANDO e conobbi tante belle persone ( compreso Sandro ) Alcune perse di vista ( sempre virtualmente) per sempre , altre grazie a te che scopristi Blogger , e incoraggiata sempre da te, ho aperto anch'io il blog e ne sono immensamente felice , ed eccomi qui! Andrò a salutare Sandro il nostro vecchio amico di DIABLOGANDO . Grazie per avermelo segnalato un bacio Lina .

gattonero ha detto...

Al pezzo sui lavoratori oroscopatici: quando ero in forza di lavoro attiva, le RSU dello stabilimento avevano proclamato due ore di sciopero, per protestare vs la macchinetta del caffé troppo sovente guasta. Al termine della protesta era emerso che la gestione del marchingegno era stata affidata alle RSU, che su questo lucravano a pro della cassa sociale.
A quello sulla pasta fagioli cotiche trippa e pomodoro: forse non erano piatti indicati per una cenetta romantica, ma, caspiterina, che fior di cena!
Ciao.

Tomaso ha detto...

Va vedere da me cosa è successo del mio racconto del vestito della prima comunione.
Tomaso

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