Blog aperto- venerdì 11 novembre 2011-

Il cantastorie era colui che andava in giro a cantare “storie” per paesi e città, attività già nota dalla metà dell’800, egli di solito si fermava in una piazza, all’angolo di una strada, in un mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare. Un po' come facciamo noi in rete, esibiamo i post e gira e rigira la voglia di raccontare viene fuori. Da piccola sognavo di fare la cantastorie,ero affascinata da questa figura e le loro storie che tanto bene raccontavano.
Blogspot ha realizato in parte questa mia fantasia di bambina, ma a quando vedo e leggo, la figura del cantastorie è solo cambiata, si è trasformata e qui in rete chi in un modo e chi in un altro, un po' tutti " cantiamo le nostre storie" Natale si accosta, con lui i ricordi e i volti amati ritornano e con loro un po' del nostro passato. Nell'attesa del Santo Natale ricorderemo e ci racconteremo. Questi racconti che ho radunato e messi insieme ve li dono con l'augurio di un Santo Natale! Perchè noi bloggers, siamo i moderni cantastorie.


sabato 4 febbraio 2012

Coriandoli di vita.


Il 26 Dicembre sono stata a pranzo a casa di mia figlia Laura. Eravamo in sedici, una rimpatriata di vecchi amici di università di mia figlia, anche un pò miei.  Tra un esame e l'altro i ragazzi si rifugiavano sempre da noi. Ero contenta, mi piaceva stare con loro,   erano dei ragazzi molto divertenti ed educati.  Con grande gioia preparavo per loro cenette sfiziose,  si parlava di tutto.
Oggi a tavola abbiamo un pochino ripercorso insieme il passato e abbiamo ricordato tante cose tra cui una  che a distanza di tempo nessuno può dimenticarla, specie Laura, mio marito ed io.



Il primo figlio prese la patente e ogni sabato sera gli veniva data la macchina del papà.
Dopo due anni prese la patente Laura  e succedevano sempre discussioni.Papà perchè a Davide ogni sabato sera gli dai la macchina e con me fai sempre tante storie? Personalmente la sentivo un'ingiustizia e stavo dalla parte di Laura.   Un giorno di nascosto di Angelo feci una copia delle chiavi della macchina. Una sera che Angelo andò a letto presto, scattò il piano. Guardai mia figlia e le dissi,  Laurè, invece di guardare la TV stasera noi due usciamo?  Ma lei  non voleva venire, ma  la convinsi. Arrivate giù le dissi...dai, fammi vedere come guidi e le diedi la copia delle chiavi della macchina.
Salimmo in macchina, ci facemmo un bel giro, ci fermammo anche al bar, dopo aver consumato ritornammo a casa contente. Quella sera  ci divertimmo tanto.
Giustizia era stata fatta.

Una sera litigai con mio marito,  ma di brutto e  me ne usci sbattendo la porta.
Laura aspettò un pochino,  vedendo che non rientravo,  era anche tardino,
Prese la copia delle chiavi della macchina  e mi trovò. Salì in macchina e andammo un po a zonzo.


Nei pressi della Reggia una volante della polizia ci fermò, scesero due poliziotti
con i mitra spianati, lessero la targa della macchina e uno di loro dice al collega, chiama la centrale, avverti che abbiamo trovato la macchina.
I poliziotti ci invitarono a seguirli e così  fummo  scortate  fino alla questura. Io ero tranquilla,  sapevo che non avevamo nulla da nascondere.

 ( Così credevo)


Arrivati in questura,  fummo  accompagnate dal commissario. Entrammo nella stanza del commissario, sempre scortate  e chi c'era seduto nella stanza del commissario? Mio marito!  Si,  lui!  Era sceso, per venire a cercare me e Laura, non trovando la macchina e non sapendo della copia delle chiavi, andò in questura a denunciare la scomparsa della  sua macchina. Laura,   nel vedere il padre esclamò Papà! Io lo guardai e dissi,  Tu!  E che ci fai qui? Angelo nel vedere me e la figlia si alzò di scatto e a sua volta esclamò, Voi!?
Il commissario ci guardò a tutti e tre e anche lui  esclamò.. a quando vedo conoscete molto bene i ladri e si mise a ridere. Ma  ci invitò a sederci e così per pura  curiosità,   volle sapere perchè non avevamo avvertito il papà di aver preso la macchina?
Laura, guardando il padre gli dice.. Papà,  ti chiedo scusa per me e per mamma, però tu perchè a Davide gli dai la macchina e a me no?   Così ci siamo fatte una copia delle chiavi.
Il commissario ci guardò e con una faccia molto divertita  ci accompagnò fuori dalla questura. Ci salutammo tra il divertimento dei presenti ma il commissario  nel dare la mano ad Angelo  gli disse... e lei dia la macchina anche a sua figlia,  non solo al figlio.
Angelo da quel momento  imparò  a dare la macchina anche a Laura.    Fu così, anche se in modo tragicomico e per vie traverse che  si chiuse per sempre la faccenda macchina in casa Panucci.
Ieri tra una portata e l'altra abbiamo ricordato tante cose, una più divertente dell'altra.
Rosy

5 commenti:

zicin ha detto...

Cara Rosy qualche volta bisogna forzare la mano per accedere agli stessi diritti dei nostri cari uomini.
Certo che il commissario si sarà trovato in presenza delle ladre molto molto speciali ed avrà pensato... - Che bello se tutti i ladri fossero così -
Un bacio

il monticiano ha detto...

Sono certo che quelli della questura si staranno ancora a lisciare i baffi avendo a che fare con voi due Guaglioncelle.
Ciao, un abbraccione ad entrambe,
aldo.

Lara ha detto...

Che aneddoto simpatico, cara Rosy!
Adoro questa complicità fra madre e figlia. L'ho vissuta anch'io e spero di viverla sempre.
Ti abbraccio forte.
Ciao,
Lara

Caterina ha detto...

Ciao Rosy,é una storia che poteva accadere anche da noi:)). É bello leggerti!
Baci e un forte abbraccio anche a tua figlia

riri ha detto...

Troppo gustoso!!Così il papà si è reso conto che le donne hanno diritti pari agli uomini, difficile per i "ragazzi del sud"alcuni sono cambiati, bel racconto cara, troppo divertente.Baci

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