Blog aperto- venerdì 11 novembre 2011-

Il cantastorie era colui che andava in giro a cantare “storie” per paesi e città, attività già nota dalla metà dell’800, egli di solito si fermava in una piazza, all’angolo di una strada, in un mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare. Un po' come facciamo noi in rete, esibiamo i post e gira e rigira la voglia di raccontare viene fuori. Da piccola sognavo di fare la cantastorie,ero affascinata da questa figura e le loro storie che tanto bene raccontavano.
Blogspot ha realizato in parte questa mia fantasia di bambina, ma a quando vedo e leggo, la figura del cantastorie è solo cambiata, si è trasformata e qui in rete chi in un modo e chi in un altro, un po' tutti " cantiamo le nostre storie" Natale si accosta, con lui i ricordi e i volti amati ritornano e con loro un po' del nostro passato. Nell'attesa del Santo Natale ricorderemo e ci racconteremo. Questi racconti che ho radunato e messi insieme ve li dono con l'augurio di un Santo Natale! Perchè noi bloggers, siamo i moderni cantastorie.


lunedì 27 febbraio 2012

Lina - PRIMO GIORNO DI SCUOLA

La mattina del primo giorno di scuola fui accompagnata da mamma.
 Il primo pensiero non so se fu di paura, certamente ero agitata, non sapendo cosa mi aspettava. Finalmente in un aula insieme ad altre bambine subito notai la differenza, molto di loro vestivano perbene (era dopo la guerra ) portavano il grembiuli con canditi colletti e un bel fiocco. 


Per la prima volta forse capii nettamente che oltre al mio c’era un mondo diverso e questa volta ero costretta a vederlo tutti i giorni. I miei occhi assorbivano con apatia questa nuova scoperta, si per che  tanta mie amiche di scuola sembravano delle bambole viventi ed io invece senza grembiuli senza fiocco e senza merendina sentivo crescere dentro di me la vergogna e la miseria-


 L’insegnante dopo averci squadrate tutte fece la sua selezione, come capi di bestiame fummo divise dalle bambole viventi, a loro furono assegnati i primi posti, noi bambine già mortificate dalla vita, la scuola! la grande educatrice senza preamboli ci emarginò agli untumi banchi.
Si sa che le minoranze possono diventare pericolose ( e così fu ) forse per ribellione .


 Ricordo con dolore che un giorno per sottrarmi a una rigata sulla mano, nello spostarmi la mia maestra mi colpi il viso, dentro di me sentii per la prima volta l’odio verso di lei e la tanta decantata scuola e i suoi valori
Il rientro a casa mamma mi guardò, mentre io con le lacrime agli occhi le raccontavo ciò che la maestra mi aveva fatto lei mi disse: A scuola domani ti accompagno IO.



 Il giorno dopo andai a scuola accompagnata da mamma, e con mia grande sorpresa portò come dono alla maestra zucchero e caffè , quando le chiesi il perché di quel dono lei rispose! Lina! tu il mondo ancora non lo conosci .
 Oggi  posso dire che il mondo va ancora così . Il sogno di diventare maestra mi fu rubato grazie proprio alla cattiveria della scuola e dall'ignoranza  della mia  insegnante . Lina

18 commenti:

Tomaso ha detto...

Come è bello cara Lina questo racconto, mi porta indietro nel tempo, grazie di averlo condiviso.
Tomaso

Primo Ultimo ha detto...

Anche io, in una scuola degli anni 80, ricordo distintamente questa distinzione tra buoni e cattivi, tra figli di... e scolari normali.

Tiziano ha detto...

Ciao Lina sai in questo tuo racconto
mi sono visto li seduto in un banco a fianco al tuo,
grazie per questi tuoi racconti che mi fanno ricordare
quei tempi di scuola non tanto gioiosi
ma che non posso dimenticare

Tiziano.

Lina-solopoesie ha detto...

CARO TOMASO.
E' sbagliato vivere di ricordi ma senza quelli oggi non sarei mai diventata una e persona forte e combattiva . Lina

Lina-solopoesie ha detto...

I miei ricordi sono più brutti che belli , ma sono la prova che ho vissuto,e non voglio rinnegarli. Senza ricordi non ci sarebbe il passato,e senza il passato , non ci sarebbe nemmeno il futuro, sarebbe tutto un eterno e noioso presente.. I ricordi, belli o brutti che siano, mi hanno resa viva . Grazie Primo Ultimo . Lina

Lina-solopoesie ha detto...

Caro Tiziano .
I ricordi restano per sempre , quelli belli mi hanno lasciano andare avanti nella vita e quelli brutti mi hanno insegnato a lottare per una vita migliore ... tutto ciò che ho vissuto non è mai morto . Però ogni tanto sento il bisogno di rispolverare tutto , estraggo tutto dagli scatoloni e se trovo la porta della soffitta serrata... tiro fuori le chiavi dal cuore e la apro ...Ma con gioia mi accorgo che in fondo non tutto è andato perduto.Alzo gli occhi al cielo e dico : Grazie vita . Un caro saluto Lina .

modna50 ha detto...

Se avessi dovuto scriverlo io sarebbe stato identico al tuo, che bei ricordi...e che bei tempi!! buona serata...ciao

Lina-solopoesie ha detto...

Caro modna50
Cerchiamo di ricordare il nostro passato lungo o breve che sia stato ma con occhi nuovi, perché è il presente che c'è lo riordina; e quando ci capita di interrogarci ,alla fine scopriamo di essere stati protagonisti della nostra vita , non importa se da passivi spettatori. Meglio non porci domande, così ci accorgiamo subito che raccontarci è davvero un conforto per noi .Ciao Lina

Soffio ha detto...

Come dimenticare quel giorno di 57 anni fa, ma non prendevo bacchettate

riri ha detto...

Non c'erano bacchette nè bacchettate nella mia scuola, ho avuto la fortuna, pur essendo nata povera, di avere maestri ed insegnanti veri, solo alle superiori ebbi da ridire e quindi feci a botte con dei ragazzi della Napoli-bene?
Cara Lina, mi spiace che tu abbia questo ricordo triste e che non abbia fatto la maestra per certi indegni comportamenti, a volte si ha bisogno di guide, spesso non ci sono e fa male..la vita ti ha ripagato, un abbraccio

gattonero ha detto...

La differenza di "classe" è una delle poche cose che non ho provato. Eravamo tutti diversi uno dall'altro, ugualizzati dal fatto dell'orfanità. Ceffoni e squadrettate erano distribuiti con generosità a tutti, non c'era invidia tra noi per chi ne riceveva di più. Comunque meglio tua madre, che forse, nell'occasione, hai ritenuto pusillanime, piuttosto che i dannati genitori bulloidi che vanno a prendere a botte (o peggio) un insegnante per lavare l'onta di una sgridata o di un voto basso a pargoletti che, con questi esempi, un giorno potrebbero diventare fior di delinquenti.
Ciao, che il sole ti accompagni per tutta la settimana.

il monticiano ha detto...

Cara Lina, una vera vergogna!
Fortuna che non ha lasciato alcuna traccia nella tua magnifica persona.
Pensa io ho pochissimi ricordi delle elementari, un paio credo: quello della maestra che ogni sabato si presentava a scuola tutta vestita con abiti fascisti, e quello del "castagnacciaro" che tutti i giorni si presentava all'orario di uscita e noi ci precipitavamo per acquistarne una piccola fetta.

rosy ha detto...

Cara Lina mi dispiace tanto ma l'importante che oggi anche se non sei diventata una maestra ma
hai appreso dal'Unica vera maestra che è la Vita.
Lei ti ha forgiato, facendo di te una Donna forte e leale.
Si fiera di quello che sei diventata.
Un abbraccio ciao.

PS: sono d'accordo con gattonero.ci sono bambini che una bacchettata in più o una di meno non faceva nessuna differenza. Le bacchettate per quei bambini erano il pane quotidiano.
Pensa che una suora per picchiare usava una mazza della scopa tagliata a metà e con quella mazza mazza dettava la sua legge sui piccoli corpi di bambine.
Odio chi picchia. Ciao

Lina-solopoesie ha detto...

CARA RIRI.
La vita mi ha ripagato , Io credo poco nel destino .Secondo me non è che la vita ti "ripaga"è una questione di tante cose messe insieme che poi c'è la cambiano negli anni a venire . Ci sono delle situazioni che si evolvono, un periodo tutto bene e quello dopo tutto male. Continuiamo a sperare, la vita è così, non ci sono altre scelte e quindi cerchiamo di trarne il meglio e viverla bene negli gli anni che ci restano da vivere .

Lina-solopoesie ha detto...

CAro SOFFIO.
Beato te che non hai avuto bacchettate ...almeno fossero solo quello , dovevi vedere quando mi metteva in ginocchio per ore davanti alle mie amichette . Da allora ho odiato la scuola infatti ho fatto a fatica fino alla terza elementare . Oggi mi accontento di essere autodidatta . Per la faccia della mia insegnante . Lina

Lina-solopoesie ha detto...

Gatto nero .
Condivido il tuo pensiero . Oggi però non ci sono bacchettate ma neppure mi piace come si comportano gli alunni infatti ,quello che si sente per il telegiornale non va a loro favore . Io preferisco i ceffoni delle maestre , ma distribuiti con generosità a tutti come hai detto tu! . Bravo Gattonero . Approvo . Lina

Lina-solopoesie ha detto...

ROSY
Anch'io ho condiviso appieno il pensiero di gattonero e il tuo .
Infondo un pò di cultura me la sono fatta da sola , e non c'è da vergognarsi quando dico che sono autodidatta...ti pare?
UN BACIONE LINA .

Lina-solopoesie ha detto...

Cara Aldo .
Noi non siamo come le macchine siamo umani e conosciamo bene il valore della vita.Dentro di noi non scorre olio o benzina,i nostri valori non si comprano e nessuno deve calpestarli , siamo persone che col tempo acquisiamo la saggezza necessaria per miglioraci con gli anni.Ognuno di noi un giorno lascerà' qualcosa di buono di cio che ha fatto e che nulla venga perduto. Oggi il mio giardino e rifiorito e i fiori che ho seminato sono amori che custodisco come si fa' di madre in figlio.Ciao Lina

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