Blog aperto- venerdì 11 novembre 2011-

Il cantastorie era colui che andava in giro a cantare “storie” per paesi e città, attività già nota dalla metà dell’800, egli di solito si fermava in una piazza, all’angolo di una strada, in un mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare. Un po' come facciamo noi in rete, esibiamo i post e gira e rigira la voglia di raccontare viene fuori. Da piccola sognavo di fare la cantastorie,ero affascinata da questa figura e le loro storie che tanto bene raccontavano.
Blogspot ha realizato in parte questa mia fantasia di bambina, ma a quando vedo e leggo, la figura del cantastorie è solo cambiata, si è trasformata e qui in rete chi in un modo e chi in un altro, un po' tutti " cantiamo le nostre storie" Natale si accosta, con lui i ricordi e i volti amati ritornano e con loro un po' del nostro passato. Nell'attesa del Santo Natale ricorderemo e ci racconteremo. Questi racconti che ho radunato e messi insieme ve li dono con l'augurio di un Santo Natale! Perchè noi bloggers, siamo i moderni cantastorie.


lunedì 19 marzo 2012

CIAO PAPA'

Alduccio e qui
Come te la passi? Si sta bene lì? Sai volevo scriverti questa mattina per farti gli auguri dato che oggi in molti festeggiano la festa del papà. Anche Massimo che tu hai visto fino al 1970 quando aveva undici anni ma poi hai dovuto lasciarci, stamattina mi ha fatto gli auguri. Credo sia stato proprio in quel momento che mi sei tornato in mente e mi era venuto l'impulso di buttar giù quattro parole. Poi ho riflettuto e mi son detto che non avresti potuto leggerle. Tu mi dirai perché adesso lo faccio. Perché ho avuto tutto il giorno la visione-ricordo di quella volta, avevo circa 39 anni, nello stare seduto in tram dove ero salito un paio di fermate prima ti vidi attraverso il finestrino che stavi arrancando su una piccola salitella camminando lentamente e zoppicando. Il tuo zoppicare era dovuto al fatto, ben noto a tutti noi, che nella tua vita non avevi fatto altro che lavorare camminando sempre a piedi per i quartieri di questa nostra città vendendo porta a porta e a rate, vari prodotti quali saponette, boro-talco, dentifrici, acque di colonia, profumi, lamette da barba e cose del genere. Un lavoro strano, particolare, neppure vantaggioso dal punto di vista economico, ma a te piaceva e i "clienti" ti volevano bene e si erano affezionati a te. Ti sentivi libero, anche perché non avevi capi e neppure padroni, Avevi appena la terza elementare e nessuna occupazione fissa ti era consentita. Ma hai avuto la forza e la volontà di volere e mantenere una famiglia di sei persone: te, la mamma che hai sposato in Sicilia che non aveva ancora 18 anni, e noi quattro figli. A proposito li hai visti lì da te Giorgetto e Pinuccio? Salutameli se v'incontrate. Io spero di sì. Quella volta che ti vidi dal tram era proprio un 19 di marzo e tu tornavi dal "lavoro" che avevi svolto quasi tutto il giorno nel tuo quartiere preferito "Trionfale" dove per San Giuseppe vendevano bigné con la crema a tutto spiano. Tu ne stavi portando un vassoio a casa. Grazie Papà. Ti abbraccio e abbraccio anche mamma che, ne sono certo, sta accanto a te.

8 commenti:

rosy ha detto...

Alduccio, mi sono commossa a leggere questa tua lettera al tuo papà.
Per la prima volta le parole mi mancano, un po' per l'emozione e un po' perchè questa tua lettera dice tutto, non c'è di bisogno di aggiungere altro, tranne che è stato un Grande Uomo e un Grande Papà, che ha tirato su quattro Grandi Uomini.
Ha lasciato dietro di se delle ottime tracce che sei tu e i tuoi fratelli.
Ti abbraccio con tanto affetto e sai bene che è sincero.

Auguri anche a te Papà e anche a Maurizio che è una persona bellissima e il figlio che tutto vorrebbero avere.
Dico questo con dati di fatti, ho avuto il piacere di conoscervi.
Avete colpito non solo me ma anche Laura mia figlia e la sua amica Marta e tutte e due desiderano rivederti, ma ci rivedremo.

Un bacione

riri ha detto...

Un bel ricordo il tuo, mi hai emozionata, ma penso sia stato bello per lui avere dei figli come te:-)
Mitico Aldo, qui ci sono le zeppole, sembra di stare a Napoli e la festa del papà è proprio sentita, in tutti i modi e ci addolciamo. Un abbraccio.

Costantino ha detto...

Una occasione,questo splendido scritto, perche anch'io dica "Ciao papà",come va da quelle parti?"

gattonero ha detto...

Questo era uno dei tanti post che bloccavano il mio pc. Ero riuscito a leggere solo l'inizio, poi avevo rinunciato. Ripromettendomi di tornare appena sistemate le cose del web. Al rientro qualche altro centinaio di post in lettura mi avevano fatto dimenticare questo tuo. Stamattina l'ho ritrovato, l'ho letto, mi sono commosso (e non poteva essere altrimenti). Spero davvero che tuo padre lo abbia potuto leggere, di là non dovrebbero avere problemi tecnologici.
Un abbraccio, anche cinque giorni dopo, resta un abbraccio, non è ammuffito.

Giancarlo ha detto...

Molto toccante il tuo post! buona domenica...ciao

Giancarlo ha detto...

felice fine settimana...ciao

@enio ha detto...

leggondo ti, anche in questo blog, provo la stessa intensa emozione di qualsivoglia tuo scritto.Bravo Aldo continua così sempre.

Stefania ha detto...

quanto mi piace il nome che hai scelto per il tuo blog... tanto tanto!

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