Blog aperto- venerdì 11 novembre 2011-

Il cantastorie era colui che andava in giro a cantare “storie” per paesi e città, attività già nota dalla metà dell’800, egli di solito si fermava in una piazza, all’angolo di una strada, in un mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare. Un po' come facciamo noi in rete, esibiamo i post e gira e rigira la voglia di raccontare viene fuori. Da piccola sognavo di fare la cantastorie,ero affascinata da questa figura e le loro storie che tanto bene raccontavano.
Blogspot ha realizato in parte questa mia fantasia di bambina, ma a quando vedo e leggo, la figura del cantastorie è solo cambiata, si è trasformata e qui in rete chi in un modo e chi in un altro, un po' tutti " cantiamo le nostre storie" Natale si accosta, con lui i ricordi e i volti amati ritornano e con loro un po' del nostro passato. Nell'attesa del Santo Natale ricorderemo e ci racconteremo. Questi racconti che ho radunato e messi insieme ve li dono con l'augurio di un Santo Natale! Perchè noi bloggers, siamo i moderni cantastorie.


giovedì 7 giugno 2012

Coriandoli di vita



Per la  mia prima comunione mia madre mi scelse una bella madrina. Antonella, era figlia di un colonnello il quale per anni era stato il primo benefattore del nostro istituto. Poi mi fece confezionare un bell'abito su misura.
La mattina della cerimonia noi ragazze ci alzammo senza sveglia, quella notte nessuno di noi dormi per l'emozione. Le suore ci aiutarono ad infilare l'abito della prima comunione, erano anche loro allegre ed emozionate.
Ai miei tempi comunione e cresima si faceva insieme. Le suore aspettavano con ansia il Vescovo e   la chiesa era tutta illuminata, ogni angolo era ornato di fiori bianchi e l'odore d'incenso si spandeva nella   nostra piccola cappella e c'era  tanta gente tutti eleganti e felici. Noi comunicande entrammo in chiesa cantando e la gente ci guardava ammirate, ma tutte noi bambine avevamo la faccia bianca come il vestito che indossavamo. La mia madrina non arrivava, oramai tutte le ragazze avevano la loro solo io ancora no. Antonella arrivò due minuti prima che iniziasse la messa.
Rimasi a bocca aperta quando la vidi come era bella nel suo abitino di velluto color amaranta, si avvicinò a me e mi diede un bacio e sottovoce mi disse..ciao bella bambina, sono Antonella la tua madrina. La mia madrina attirò l'attenzione di tutti e anche quella delle suore che la riconobbero. Ebbi il mio momento di gloria, perché la mia madrina era la più bella e poi era molto fine, somigliava alle signorine che vedevo a cinema.
Finita la cerimonia, andammo tutti nel refettorio insieme ai familiari, le suore avevano preparato pasticcini, cioccolata calda caffè insomma tante cose buone.
Finita la colazione, ogni ragazza andò via con la sua madrina, e anche io andai via con la mia.
Una volta c'era l'usanza che la madrina portava a pranzo a casa sua la figlioccia.
Uscimmo dal collegio, Antonella mi prese per mano e mi fece salire su una topolina, non credevo ai miei occhi, io non ero mai salita su una macchina. La guidava un bel ragazzo alto il suo fidanzato,  che studiava medicina come lei. Seduta dietro guardavo tutto e tutti e pensavo...ma  io sto seduta in una macchina e cammino al centro della strada e non facevo che girare la testa per guardare avanti e indietro a destra e a sinistra. Stavo sognando:)) 
Antonella abitava a Caserta sul corso, che è la via principale della città in un bel palazzo al quinto piano. L'appartamento era di dieci stanze (la mia casa aveva solo una stanza) Antonella era la prima sorella di nove fratelli. Questi fratelli mi accolsero gridando... arriva la sposa!!  saltavano da tutte le parti, fui accolta come una regina. Venne il momento del pranzo, non mangiai nulla, mi vergognavo, anche perché c'era Carmelina, la donna di servizio che serviva a tavola e questo mi metteva soggezione non ero abituata ad essere servita. Quel giorno mi trovai proiettata in un altro mondo, mi sentivo Alice nel paese delle meraviglie. Non avevo mai visto una casa cosi bella, (tranne quella del sindaco del mio paese )tutto in questa casa era bello i mobili, le stanze i nove fratelli e la mamma di Antonella che era una triestina bella anche lei. Dimenticavo che c'era anche il cane, gli uccellini che cinguettavano, il pianoforte Antonella suonava e i fratelli intorno che cantavano ed io  che  guardavo e  non parlavo, tutto era bello! 


La sera tornai a casa sempre con la  topolina è qui viene il bello. Mia madre fece trovare una bella cena a lume di un centinaia di candele, non per romanticismo ma solo perchè non avendo pagata la bolletta della luce, ci fu staccata, ed io giravo tra queste candele sempre con l'abito bianco addosso... certo che dovevo sembrare un fantasma. Secondo me quel giorno mia madre dette fondo a tutte le candele del paesino.(Chissà cosa pensò Antonella quando si trovò nella mia casa).
Ero felice e saltellavo anche io come i fratelli di Antonella evidentemente saltellavo troppo e cosi mi arrivò uno schiaffone da mio fratello al che Antonella intervenne in mia difesa scandalizzata... per me avere uno schiaffo non era niente tanto di botte ne prendevo tante, ma vedere che qualcuno mi difendeva mi senti gioiosa. Mi piaceva la mia madrina. 


Passano gli anni mi sposai arrivò Davide il primo figlio , ed ero incinta di Laura di 7 mesi  quando la mamma di Antonella ci comunicò che Antonella non c’era più.
Dopo un po di tempo una domenica mia madre si sente male, chiamo la guardia medica, che venne subito.
Il dottore dopo la visita si accomodò sulla sedia per scrivere la terapia, quando all'improvviso sentiamo il dottore che esclama...non mi dite che Antonella è morta? Mia madre teneva sul comò la pagellina di A, insieme ad altri morti con la lucina accesa e lui girando lo sguardo l'aveva vista.
Il dottore era l'ex fidanzato di Antonella il ragazzo della topolina che studiava medicina e  che incontrai il giorno della mia prima comunione. Anche lui si ricordò di me e di quel giorno.  Il destino come incrocia le faccende, quanto vuole lui  e fa in modo che tutto s'intreccia e diventa  anche ambasciatore... 

Nella foto il giorno del compleanno di Davide 7 ottobre 2 anni- io ero in'attesa di Laura di 7 mesi in questa foto.  In questo  giorno  mi arrivò la telefonata che la mia madrina era volata via,   a solo 38 anni.

7 commenti:

Tomaso ha detto...

Cara Rosy queste sono le storie che amo qui si sente la nostalgia del passato e insieme l'immenso dolore per la perdita di una persona tanto amata, quando penso che tu stessa la hai vissuta diventa una realtà che il mio cuore conosce profondamente.
Buona giornata cara amica, un abbraccio forte.
Tomaso

Tiziano ha detto...

Ciao Rosy il destino a volte ci riserva
delle sorprese innaspetate,
ciao buona serata.

Gabe ha detto...

una storia triste,ciao Rosy,un abbraccio

il monticiano ha detto...

Forse esco fuori tema ma dopo letto questo tuo post e ammirato la foto sono sempre più convinto che Angelo ha avuto intuito e vista lunga nel sapere ciò che doveva fare dopo averti incontrata la prima volta.
Un abbraccione,
aldo.

zicin ha detto...

Cara Rosy, quanta intensità in questo ricordo... tra le righe, come un pentagramma, note ed emozioni stupende che ti connotano... come una sinfonia perfetta ed armonica.
Un bacio

riri ha detto...

Cara, questo racconto fa un pò male, ma racchiude anche i momenti belli di una bambina semplice, ora donna, rimasta uguale e sensibile nonostante la vita, nonostante tutti. Un giorno da ricordare tra mille meraviglie.
Un abbraccio e buon fine settimana:-)

Vania ha detto...

Ciao Rosy, ho letto rapita la tua storia-ricordo tutta d'un fiato e devo dirti la verità, non ho potuto far a meno di commuovermi. Che bella che sei.
Ti abbraccio forte.

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