Blog aperto- venerdì 11 novembre 2011-

Il cantastorie era colui che andava in giro a cantare “storie” per paesi e città, attività già nota dalla metà dell’800, egli di solito si fermava in una piazza, all’angolo di una strada, in un mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare. Un po' come facciamo noi in rete, esibiamo i post e gira e rigira la voglia di raccontare viene fuori. Da piccola sognavo di fare la cantastorie,ero affascinata da questa figura e le loro storie che tanto bene raccontavano.
Blogspot ha realizato in parte questa mia fantasia di bambina, ma a quando vedo e leggo, la figura del cantastorie è solo cambiata, si è trasformata e qui in rete chi in un modo e chi in un altro, un po' tutti " cantiamo le nostre storie" Natale si accosta, con lui i ricordi e i volti amati ritornano e con loro un po' del nostro passato. Nell'attesa del Santo Natale ricorderemo e ci racconteremo. Questi racconti che ho radunato e messi insieme ve li dono con l'augurio di un Santo Natale! Perchè noi bloggers, siamo i moderni cantastorie.


giovedì 21 giugno 2012

Un piccolissimo ricordo tutto personale.

Care amiche/ci, purtroppo i miei ricordi d'infanzia girano sempre intorno al collegio e non è colpa mia se ho vissuto in collegio l'infanzia e la pubertà.
Eravamo cento ragazze, divise in piccole, mezzane e grandi.
Ogni anno le suore ci chiamavano a raccolta. Provo a spiegarvi.
Cento ragazze riunite, in piedi  in una grande sala e in silenzio, un silenzio che veniva rotto dalla presenza della madre superiora che si presentava con un quaderno in mano e noi dopo averla salutata aspettavamo lo spostamento..Uno spostamento che ti dava la netta sensazione che eri un po' cresciuta
La madre superiora iniziava  a chiamare i nomi di quelle che dovevano passare direi di grado:))
Un anno venne anche il mio turno e la voce di Suor Aurelia dice: Di Lella passa alle mezzane  e tante mezzane passavano tra le grandi.
Due paroline per spiegare: in collegio vigeva una regola importante,  la gerarchia.
Le piccole giocavano solo tra loro, come anche le mezzane e cosi le grandi, questa era una regola da rispettare, nel modo più assoluto, tre mondi che vivevano sotto lo stesso tetto ma che non si dovevano mai incontrare.
Purtroppo qui dentro vigeva il nonnismo solo che all'epoca non sapevo manco come si chiamasse.
Le mezzane comandavano le piccole, le grandi le mezzane e guai a chi riportava alle suore una sola parola..avevi finito di campare.
Quando entrai in collegio per due anni mi eclissai da tutto e da tutti e per tutti ero la ribelle.
Questo è un altro discorso che semmai lo riprenderò in un  secondo momento.
Non credete che la vita collegiale sia tutta rose e fiori no, una piccola società ti ruota intorno e tante anime in crescita stanno li o per ferirti o per aiutarti, personalmente preferì stare lontano da tutti, ma nel frattempo osservavo e più osservavo e più la cosa non mi piaceva, più non  mi piaceva e più diventavo ribelle.
Le suore si stancarono e mi lasciarono perdere,  con mia grande gioia.
Venne il giorno di passare nel gruppo delle mezzane e non vi credete che la cosa sia facile, lasci un gruppo per entrare in un altro, e perdi l'appartenenza,  e dove entri non sei accettata subito, per loro non esisti e di conseguenza ritorni a giocare  nel gruppo di prima ma alla prima cosa che a loro non piace ti senti dire..senti, tu non fai più parte del nostro gruppo e dunque non conti nulla vattene via.
Anche in questa piccola cosa impari a stare al tuo posto  e te lo porti appresso nella vita, in fondo è un bene.
Mi trovai proiettata nel mondo delle mezzane, ma non ritornai mai a giocare con le piccole,  il mio pallino fisso era di giocare con le grandi.
Ogni giorno durante la ricreazione andavo sempre tra le grandi e fermavo sempre la stessa ragazza e le chiedevo..posso giocare con voi a palla prigioniera?
La ragazza mi guardava e mi rispondeva no..loro avevano 18 anni e nel gruppo delle mezzane si passava a 11 anni.
Ma io puntuale tutti i giorni  nella ricreazione sempre alla stessa ragazza chiedevo se mi faceva  giocare con loro.
Dopo un mesetto buono la ragazza acconsenti, ma lei lo fece solo per accontentarmi ben sapendo che l'indomani mi avrebbe detto di no.
Finalmente giocai, la mia squadra stava perdendo ma grazie a me vinsero..la ragazza grande mi guardò e mi fa.. pero!
Il giorno dopo durante la ricreazione non mi presentai proprio, avevo capito che la loro era stata solo gentilezza nei miei confronti, mi avevano accontentato solo per una volta.
Invece, mi senti chiamare dalla stessa ragazza..Di Lellaaaa!! vieni a giocare con noi. Dio mio che felicità!
Mi avevano chiamato loro a me.
Corsi immediatamente da loro  tutta  emozionata le grandi mi avevano chiamato!? Vincemmo di nuovo, oramai giocavo sempre con loro io che avevo 11 anni e loro dai 15 ai 18 anni.
Grazie al gioco avevo sfondato un muro, ma tutto a mia insaputa ma poi la cosa si trasformò in meglio. Nelle mezzane ci stava una ragazza anche lei bravissima a palla prigioniera la proposi  alle grandi che accettarono e  visto che eravamo tutte e due bravissime a noi due toccava fare la conta e formare le squadre.
In poco tempo iniziammo a fare dei tornei, dove anche le suore correvano per vederci.
Come per incanto i tre gruppi si riunirono e grazie alla palla prigioniera e ai tornei imparammo a conoscerci tutte e cento e non esagero se dico che  anche il nonnismo in un certo qual modo, non è che spari del tutto ma si mitigò di molto.
Un giorno stavamo giocando una partita all'ultimo sangue io non correvo ma volavo e presi la palla e la partita terminò con la suonata della campanella, sarebbe stata ripresa il giorno dopo.
Una suora mi guardò e mi disse: sei riuscita a mandare in'aria una legge che vigeva da anni qui dentro
Sinceramente  a dire il vero all'epoca non capi le parole della suora,   la guardai e alzai le spalle, solo dopo ho capito cosa voleva dire la suora e   senti dentro di me una grande gioia e ancora adesso quando ci penso sorrido, come in questo momento che sto scrivendo

Se ci sono errori scusatemi ma ho scritto questo ricordo di getto e non voglio cambiare nulla, di nulla, ho scritto come parlo.
Ciao a tutti!

La suora che nel nostro collegio suonava si chiamava suor Gabriella, era bassina e minuta, parlava sempre a bassa voce, ed era la suora che preparava anche le ostie e certe volte le più grandicelle l'aiutavano.
Una volta chiamò anche me, alla fine regalò ad ogni bambina un'ostia che potevamo mangiare liberamente perchè non erano benedette.

15 commenti:

chicchina ha detto...

Un bel ricordo che la dice lunga sulle difficoltà di convivenza anche in ambienti dove non lo immagini.
Si imparava presto!ma come si dice"chi la dura la vince".
Ciao Rosy.

Tomaso ha detto...

I racconti di vita vissuta cara Rosy sono sempre belli e vengono dal profondo del cuore.
Ciao e buona giornata cara amica.
Tomaso

il monticiano ha detto...

Come adesso, anche a 11 anni "gajiarda" e una vera "tosta".
Devo stare attento con te altrimenti passo i guai miei.
Un abbraccione,
aldo.

riri ha detto...

Sei riuscita con la tua costanza e voglia di stare tutte unite a fare di cento persone un gruppo unico!!Brava Di Lella:-) Baci Roserllin, sei stata grande fin da piccola.

Giancarlo ha detto...

Un bel ricordo! buona giornata...ciao

Antonella ha detto...

Ciao, sono passata ad invitarti ad un post di massa; se passi da me e leggi questo articolo capirai il perché

http://iltemporitrovatodiantonella.blogspot.it/2012/07/timbuctu.html?
> utm_source=BP_recent


stanno distruggendo qualche cosa che appartiene al patrimonio dell’umanità, ma nessuno ne parla, se vuoi aiutaci a spargere la voce e a sollevare un “polverone”.
Oggi leggi l’articolo sul mio blog poi, se ti va invita quante più persone puoi a leggerlo inviando loro questo commento, poi, sempre se ti va, martedì 10/07 passa da me, copia il post che pubblicherò e mettilo sul tuo blog,se lo facciamo tutti insieme e ci aiutate a spargere la voce aumentiamo la portata e possiamo far sapere a tutti quello che sta succedendo , perciò , se potete fate girare questo commento. L’intento è quello di creare un fenomeno di massa che permetta di far trapelare la notizia il più possibile, nel nostro piccolo vogliamo dare un contributo, se ti va aiutaci anche tu. Collabora con me in questa opera di sensibilizzazione Audrey autrice del blog Borderline.
Antonella

keiko ha detto...

Ciao Rosy,
il tuo post mi ha colpito: anche mio padre è cresciuto in collegio, certo tu sei molto più giovane di lui, però non ne conserva un ricordo così dolce.
Anche a distanza di molti anni, buona parte delle difficoltà avute nella vita, fanno sempre capo a parecchi soprusi che ha dovuto subire.
Altri tempi, tempi duri.
Molto allegro il tuo ricordo:)
Salutoni

Marina Fligueira ha detto...

Hola: He leído y releído este hermoso y conmovedor relato historia o como queramos llamarle, lo que si sé es que es bueno recordar. Enhorabuena, ha sido un placer enorme pasar por esta casa -tu casa.

Te dejo mi gratitud y mi admiración. Un besito y se muy feliz.

matteo tassinari ha detto...

Ciao mi sono iscritto. Se vuoi dai un'occhiata al mio blog
mattax-mattax.blogspot.it
ciao Matteo, Rimini.

Mirta - Luce nel cuore ha detto...

I ricordi del collegio sono sempre belli Rosy!

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jimmy manss ha detto...

nice post !

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Giancarlo ha detto...

un abbraccio....ciao

Aruna BC ha detto...

Grazie Rosy..che tuffo ..forse non lo sai, o credo di non avertelo mai detto...ma io si può dire che sono nata e cresciuta in collegio...non uno ma più di uno!!!
Entrai che non avevo che 2 anni, per uscirne dopo averne cambiati 5 di cui tre sempre con lo stesso ordine di suore ...fino alla maggiore età!!!
A parte l'iniziale sgomento quando entri e quando esci da uno all'altro..ho solo bellissimi ricordi...a me mi chiamavano marcellino pane vino...poi il nomignolo datomi da una novizia cambiò in Giotto e poi Cappuccio, per via di un trio di fraticelli oranti che avevo plasmato con il das per un trio di preti della canonica!!! Posso dire che sono stata amata coccolata e difesa dalle suore e dalle ragazze in convitto...molte di loro ancora le ho nel cuore e qualcuna ritrovata!! pensa un pò su FB!!!! L'atmosfera e la bellezza delle esperienze che apprezzi di più ora con la ragione...è la stessa che tu descrivi, nel tuo bel ricordo!!!!! Bacioni!!!!

rosy ha detto...

Carissime/i, ringrazio tutti per le vostre parole.

Cara Bruna, non sapevo che anche tu sei stata in collegio, sono contenta che ti sei trovata bene, allora dai, ti mando l'invito per entrare nel Cantastorie web, sempre se ti fa piacere cosi potrai raccontarci qualcosa che ne dici?
Ciao!

Matteo ha detto...

che aspettavi?

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