Blog aperto- venerdì 11 novembre 2011-

Il cantastorie era colui che andava in giro a cantare “storie” per paesi e città, attività già nota dalla metà dell’800, egli di solito si fermava in una piazza, all’angolo di una strada, in un mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare. Un po' come facciamo noi in rete, esibiamo i post e gira e rigira la voglia di raccontare viene fuori. Da piccola sognavo di fare la cantastorie,ero affascinata da questa figura e le loro storie che tanto bene raccontavano.
Blogspot ha realizato in parte questa mia fantasia di bambina, ma a quando vedo e leggo, la figura del cantastorie è solo cambiata, si è trasformata e qui in rete chi in un modo e chi in un altro, un po' tutti " cantiamo le nostre storie" Natale si accosta, con lui i ricordi e i volti amati ritornano e con loro un po' del nostro passato. Nell'attesa del Santo Natale ricorderemo e ci racconteremo. Questi racconti che ho radunato e messi insieme ve li dono con l'augurio di un Santo Natale! Perchè noi bloggers, siamo i moderni cantastorie.


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venerdì 6 aprile 2012

STORIE DI NUMERI DI TANTO TEMPO FA


DETTO TRA NOI, VALE LA PENA LEGGERLE
PREFAZIONE 
Queste sono storie vere che venivano raccontate durante le fredde serate autunnali in cui il Cantastorie era seduto intorno al fuoco che ardeva nel caminetto della villetta vicino al mare. Queste sono storie che egli raccontava a Burlona e alla sua cerchia di amici noti col nome di Folla. Seduti accanto al fuoco e ascoltando queste storie, tra le luci e le ombre delle fiamme danzanti, riuscivano a vedere la forma di Ching, Lugal e compagnia nei loro strani vestiti di tanto tempo fa.
Sera dopo sera, egli narrava questi racconti dei secoli passati, storie diverse dal mondo delle favole che spesso avevano sentito, storie su ciò che sarebbe realmente accaduto quando il mondo era giovane, storie che secondo la Folla erano “diverse” perché raccontavano in gran parte molte cose nuove, strane e interessanti.
Così la Folla imparò molte cose strane accadute nella Terra dei Numeri, ma imparò molto più di questo, in quanto il Cantastorie raccontò loro tutto ciò che era interessante circa il modo in cui i ragazzi e le ragazze scrivevano tanti anni fa - di come Ching scriveva sulle foglie delle palme, Lugal sui mattoni e Hippias sulle pergamene. Egli raccontò loro anche dei diversi rompicapi numerici che hanno fatto divertire ragazzi e ragazze per migliaia di anni; in tal modo, Burlona escogitava nuovi trucchetti da sottoporre ai suoi amici, in modo che la Folla ci riflettesse su mentre il fuoco ardeva.
Anche voi che leggete queste storie dovreste immaginarvi seduti intorno al fuoco ad ascoltare il Cantastorie. Dovreste sforzarvi di vedere tra le fiamme e le ombre le immagini in movimento di coloro che hanno fatto la loro parte nella Terra dei Numeri, quando il mondo cominciava ad apprendere come state facendo voi.
È questa la storia? Non importa. Che cos’è la storia se non un racconto? Un racconto non è forse la storia di qualcosa? Perché disturbarci sulla storia? Per noi la storia è una cosa molto importante.  Prefazione di Davide Eugene Smith.
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Anche la matematica ha il suo cantastorie.
Grazie, Annarita. 
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