Blog aperto- venerdì 11 novembre 2011-

Il cantastorie era colui che andava in giro a cantare “storie” per paesi e città, attività già nota dalla metà dell’800, egli di solito si fermava in una piazza, all’angolo di una strada, in un mercato, dove c’era tanta gente di passaggio e lì incominciava a cantare, a suonare, a esibire i suoi fogli e i suoi cartelloni e tutti si radunavano ad ascoltare e a guardare. Un po' come facciamo noi in rete, esibiamo i post e gira e rigira la voglia di raccontare viene fuori. Da piccola sognavo di fare la cantastorie,ero affascinata da questa figura e le loro storie che tanto bene raccontavano.
Blogspot ha realizato in parte questa mia fantasia di bambina, ma a quando vedo e leggo, la figura del cantastorie è solo cambiata, si è trasformata e qui in rete chi in un modo e chi in un altro, un po' tutti " cantiamo le nostre storie" Natale si accosta, con lui i ricordi e i volti amati ritornano e con loro un po' del nostro passato. Nell'attesa del Santo Natale ricorderemo e ci racconteremo. Questi racconti che ho radunato e messi insieme ve li dono con l'augurio di un Santo Natale! Perchè noi bloggers, siamo i moderni cantastorie.


Visualizzazione post con etichetta Chicchina racconta. Mostra tutti i post
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mercoledì 14 dicembre 2011

Chicchina racconta

QUANDO USAVAMO PENNE E CALAMAIO

Ho avuto sempre maestri uomini,forse perchè la sede era “disagiata”Infatti in quinta,arrivando in paese,ho avuto una maestra,ma ho ripetuto l'anno,nonostante fossi stata promossa, perchè dovevo fare gli esami di ammissione per la 1a media e secondo mio padre non ero abbastanza preparata.Alcune foto della memoria, cose recuperate dalla mia mania di conservare tutto.
In prima elementare usavo solo matite,facevo le aste e i puntini,per imparare a stare nel rigo e nello spazio appropriato.
I banchi erano delle panche in legno per tre,quattro alunni, con un piano di appoggio per i quaderni e i libri. Per ogni postazione di due alunni un calamaio inserito in un apposito foro del piano. Ma in prima classe,come ho detto, non lo potevamo usare,solo desiderare.

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Avevo quadernetti da 10 fogli con copertine colorate o da 20,copertine nere e bordi rossi.
Quelli a quadretti avevano le tabelline.
Ce n'erano alcuni,distribuiti dal patronato scolastico con la pubblicità: ricordo quelli con la pubblicità del dentifricio Durbans:brevi racconti illustrati dove c'era sempre l'eroe che salvava qualcuno e poi ringraziava la folla plaudente,”con un meraviglioso sorriso Durbans”.

Così mentre noi bambini imparavamo che era necessaria una igiene dentale quotidiana,per poter sfoderare lo stesso meraviglioso sorriso del nostro eroe,il patronato ci omaggiava di qualcosa di utile,ed educativo,a costo zero,come diremmo oggi.
( I nostri nipoti comprano i quaderni griffati pagando un mare di euro in più per mantenere le aziende che vendono il loro marchio:qualcosa non quadra....)

domenica 13 novembre 2011

Chicchina racconta

SABATO 29 OTTOBRE 2011
...E NOI GUARDAVAMO INCANTATI LE MANI VELOCI E RUGOSE..
Quante cose ho imparato guardando vivere, giorno dopo giorno,stagione dopo stagione,i miei nonni i miei genitori!
Quanti libri mi sarebbero serviti,in cambio....
Dalla nonna materna andavo volentieri e ci stavo per delle settimane:tutto aveva un ritmo diverso rispetto a casa mia. E poi lei allevava il baco da seta ed io mi perdevo ad osservare con meraviglia la cura e anche la fatica che questo lavoro richiedeva.

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